XVI Giornata Nazionale A.D.S.I. - 24 maggio 2026 - CLICCA QUI - Toscana
anno 2026
Villa l'Ugolino

Il 24-05-2026
Descrizione
In occasione della XVI Giornata Nazionale ADSI 2026 il salone, il cortile e il giardino di Villa l'Ugolino saranno visitabili gratuitamente. Ingresso libero, senza prenotazione. Orario di apertura: 10:00 - 13:00 / 14:30 - 17:30
Dimora
La villa “ l’Ugolino” era originariamente una modesta casa appartenuta a Piero di Cristofano di Domenico da Montevarchi, passata in proprietà nel 1427 ai Lotti e venduta nel 1444 a Giorgio di Niccolò Ugolini, e proprio a quest’ultima famiglia si devono i lavori di ampliamento ed abbellimento della villa. È indubbiamente quella di maggior pregio tra le ville presenti lungo via Chiantigiana. Giovanni Sini biografo dell’architetto e scultore fiorentino Gherardo Silvani, scriveva, intorno al 1645, che lo stesso architetto aveva perfezionato per Bartolomeo Ugolini, un palazzo situato verso strada, sulla via Chiantigiana, “con tanta magnificentia …. Cominciato da Giovanni Caccini suo maestro”. La facciata sulla strada è notevolmente diversa dalle solite facciate contemporanee. Il portico centrale a tre archi ellittici, coperto dal tetto nascosto dal vivace attico, è opera posteriore a quella del Silvani, frutto d'una ricerca di preziosità settecentesca. E’ stato realizzato nel 1714 da Giorgio Ugolini il quale restaurò tutta la villa nel 1744. « Atrium hoc ter collapsum » così comincia l'epigrafe nel cartiglio sulla loggia. Questo portico è l'unico elemento aggiunto alla lineare e compassata compostezza dell'architettura dei Silvani, legato, come tutti i suoi contemporanei, alla forza della tradizione buontalentiana. Due finestre sulla facciata prospiciente la Via Chiantigiana sono state chiuse per permettere la realizzazione della cappella interna dedicata a San Francesco e Santa Francesca Romana. Il cuore della casa è il salone centrale nel quale s'incrociano le visuali che passano per i quattro portoni al centro d'ogni facciata, orientati ai punti cardinali. Salone fastoso, affrescato con allegorie inquadrate nelle cornici di stucco, dipinte nel 1691 da Atanasio Bimbacci che le firmò, un seguace di Luca Giordano. Dal salone si accede al bel cortile a tre archi, arricchito da pitture ed elementi prospettici, e quindi al grande giardino all’inglese, interamente circondato da siepi di cipresso, con un lungo viale di cipressi secolari ed un viale di pini che conducono agli accessi originali della villa. La facciata a mezzogiorno si affaccia sul grande giardino all’italiana con settantadue piante di arancio, pompelmo e limone in antichi vasi di manifattura dell’Impruneta oltre a bellissime rose che crescono nei sei riquadri del giardino e sul perimetro interamente murato. La villa è stata interamente restaurata dal 2006 al 2008 da Carlo e Clara Maragliano Caranza.
























