IV edizione Carte in dimora 2025 - Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro - 11 ottobre 2025 - Emilia-Romagna
anno 2025
Castello di Montechiarugolo

Il 11-10-2025
Descrizione
In occasione della manifestazione Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro, promossa da A.D.S.I., in collaborazione con la Direzione Generale Archivi, la Direzione generale Biblioteche e diritto d'autore, l'Associazione Nazionale Case della Memoria, nonché il sostegno di Fondazioni, Musei, Touring club e AICRAB, sarà possibile visitare l'Archivio del Castello di Montechiarugolo. LA BIBLIOTECA DI POMPONIO TORELLI. Al Conte Pomponio Torelli, morto nel 1608, successe il figlio Pio che, insieme ad altri nobili ,nel 1611 fu accusato di vere preso parte ad una congiura contro il Duca di Parma Ranuccio I Farnese. Seguì un lungo processo con confessioni estorte sotto tortura e false prove, che portò alla condanna dei feudatari e alla loro decapitazione nel maggio 1612 sulla Piazza Grande a Parma. La ricerca storica ha poi negato l’esistenza di tale congiura che appare piuttosto come un espediente utilizzato da Ranuccio per sbarazzarsi dei feudatari - contrari al potere accentratore del Duca - e per incamerare tutti i loro beni. Con la morte di Pio finì dunque il dominio dei Torelli su Montechiarugolo e i beni vennero requisiti dalla Camera Ducale. E’ proprio grazie all’ inventario della confisca, redatto nell’estate 1612, che si è potuto risalire con certezza alla esatta collocazione della biblioteca di Pomponio, nonché all’elenco dei volumi che la componevano. Pomponio Torelli , nato nel 1539, aveva sempre gravitato attorno alla famiglia Farnese: era stato, sotto Alessandro, il precettore del giovane Ranuccio e aveva svolto per quella famiglia importanti incarichi diplomatici visitando le Fiandre, la Spagna e la Francia. Formatosi a Padova fu un raffinato umanista, autore di tragedie e poemi, ebbe stretti rapporti con le principali corti cinquecentesche e con le accademie di tutta Italia. La sua adesione all’Accademia degli Illuminati di Parma lo aprì a nuovi stimoli ed idee grazie ai contatti con studiosi provenienti da altre realtà. La sua biblioteca, ricca di oltre mille volumi, è testimonianza dei suoi molteplici interessi che spaziano dalla poetica, alla filosofia, alla retorica: la sua poliedricità è fotografata nella sua libraria , che documenta anche la sua intensa attività accademica. Oltre a manoscritti e incunaboli, un certo numero di volumi proveniva dalla stamperia dei Viotti, grazie ai quali Parma era diventata un centro librario ed editoriale di rilievo nel panorama del secondo ‘500. Con l’esproprio del 1612 i volumi confluirono nella biblioteca farnesiana , smembrata nella prima metà del ‘700 e in parte trasferita a Roma e successivamente a Napoli dai Borbone, successori dei Farnese. A tutt’oggi non è stato rinvenuto alcun libro appartenente alla biblioteca dei Torelli, nonostante le ricerche effettuate in archivi e biblioteche anche di Roma e di Napoli. I visitatori potranno salire ai camminamenti di ronda che rappresentano un significativo esempio di architettura militare del ‘500. Sussidi video e di realtà aumentata permetteranno di approfondire l’architettura militare del luogo e di visualizzare alcune scene di vita militare. Giunti alla stanza che ospitava la biblioteca, un video mapping consentirà di ascoltare e vedere il conte Pomponio che racconta la storia sua e della biblioteca. Le visite, guidate, avranno una durata di circa 30 minuti ciascuna con un numero massimo di 25 partecipanti per gruppo.
La prenotazione è obbligatoria e possibile solo ed esclusivamente tramite questo sito.
Le visite, gratuite, avverranno secondo i seguenti orari:
Mattino: 10:00, 10:45, 11:30
Dimora
Nel 1408 i Visconti donarono al conte Guido Torelli il feudo di Montechiarugolo, posto in posizione strategica lungo il confine fra due Ducati e non lontano dalla antica via Clodia che , attraversando la Garfagnana, conduceva a Lucca. Guido Torelli , uomo d’armi, trasformò i resti di un antico nucleo del 1300 in una vera e propria inespugnabile fortezza: rivellini di avvistamento, feritorie, caditoie , ponti levatoi sul profondo fossato. Ben presto tuttavia , col mutare dell’arte della guerra,la fortezza divenne obsoleta e nel corso del ‘500 fu Pomponio Torelli, letterato, poeta e amico di pittori ed artisti, che la trasformò in residenza, facendone affrescare i saloni e dando alla struttura l’aspetto rinascimentale che ancora conserva. Coinvolti nella congiura dei feudatari contro il Duca Ranuccio, i Torelli persero il dominio su Montechiarugolo nel 1612, e il castello passò alla Camera ducale, poi allo Stato Italiano che lo vendette a metà ottocento alla famiglia Marchi di Parma che tuttora lo abita. Il castello conserva intatte entrambe le anime, sia gli spalti , interamente visitabili, con gli antichi sistemi difensivi sia i saloni cinquecenteschi finemente affrescati , sia il loggiato che si affaccia sul torrente Enza da cui godere di una vista strepitosa che abbraccia parte dei castelli matildici e il medio corso dell’Enza. Il giardino all’italiana, risistemato nell’800, è abbellito da statue settecentesche provenienti dalla Reggia di Colorno e rappresenta un’oasi di pace da cui accedere al cortile d’onore col mastio e alle sale di rappresentanza.
Prenotazioni concluse
Contatti
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