XVI Giornata Nazionale A.D.S.I. - 24 maggio 2026 - CLICCA QUI - Toscana
anno 2026
Villa di Forci

Il 24-05-2026
Descrizione
In occasione della XVI Giornata Nazionale A.D.S.I. Villa di Forci offrirà alle ore 16 una visita guidata gratuita all’antico frantoio, all’essiccatoio, al tinaio e al piano nobile della Villa. A seguire, per chi lo desiderasse, sarà possibile effettuare una degustazione a pagamento dei prodotti della tenuta. Forci è un progetto familiare poliedrico: attualmente la Tenuta ospita una fattoria rigenerativa, mentre sono in fase di progettazione un centro Retreat e un ristoro agricolo. Tra i progetti della Tenuta c'è anche una residenza artistica intima, che espone le opere prodotte da artisti emergenti al termine della loro permanenza.
Dimora
XIV secolo - L'origine della Tenuta di Forci risale presumibilmente a questo secolo, così come la prima unità della villa, progettata principalmente per la caccia. I proprietari erano la famiglia Buonvisi, risalente ai tempi di Ottone III di Germania, quando si fa menzione di un Buonviso, consigliere di stato dell'imperatore, che giunse a Lucca intorno all'anno 900 e qui si stabilì con la sua famiglia. XV secolo - Avviene il primo ampliamento della villa e l’acquisto di terreni da parte della famiglia Buonvisi. Di questo periodo sono ancora visibili: le finestre posteriori della villa, i due pozzi ottagonali e alcune case coloniche. XVI secolo - Sia la villa che la Tenuta raggiunsero il massimo splendore in questo periodo. La villa fu modernizzata e poi ulteriormente ampliata con l'aggiunta della parte anteriore con la loggia progettata dall'architetto Vincenzo Civitali. Uliveti e nuovi vigneti furono annessi alla Tenuta. I Buonvisi prosperarono nel commercio della seta e in altri beni, nonché nella banca. Divennero la famiglia più importante di Lucca per ricchezza e l'estensione delle loro relazioni commerciali e bancarie, avviando attività e residenze a Napoli, Venezia, Genova, Lione, Tours, Lovanio, Anversa e Londra. Antonio Buonvisi divenne banchiere di Enrico VIII e dei Tudor e fu intimo amico di Thomas More. Contemporaneamente, si delineava la tendenza della famiglia verso l'apprendimento. La villa divenne così la sede di un circolo culturale e artistico a livello europeo: un letterato di Milano, Ortensio Lando, che fu ospite dei Buonvisi per 28 giorni nel 1532, scrisse le “Forcianae quaestiones” in latino, ricordando le conversazioni dotte tenute lì e i sontuosi banchetti che le accompagnavano, dove le donne non erano escluse né dalle cene né dalle conversazioni. XVII secolo - Anche se con meno splendore rispetto al XVI secolo, la vita a Forci procede come prima e la Tenuta prospera. Tuttavia, poco a poco, la crisi generale del commercio finisce per travolgere anche i Buonvisi che sono vittime di un gravissimo collasso finanziario. Forci riesce a sfuggire al crollo, e la famiglia si riprende, sebbene senza tornare al lusso e allo splendore del secolo precedente. Di questo periodo è l'orologio con il suo grande meccanismo a peso, posto sopra la porta principale al centro della loggia, in cui lo stemma di famiglia dei Buonvisi - una cometa - segna il tempo con la punta della sua coda mentre ruota. Un'altra cometa sovrasta il picco del tetto. XVIII secolo - Nella prima parte del secolo la villa subì alcune modernizzazioni e un rialzo nella parte centrale. L'oratorio originale fu convertito in una vera chiesa: il lavoro fu commissionato dai Buonvisi a Domenico Martinelli, un abate architetto di Lucca noto all'estero, in particolare a Vienna e Praga. In questo periodo fu effettuata anche una rivalutazione generale della fattoria, furono costruite numerose case coloniche e un nuovo frantoio. L'aspetto estremamente agricolo piuttosto che culturale assunto da Forci è evidenziato nei temi mitologici dei due grandi affreschi nella sala principale della villa: dipinti da Francesco Antonio Cecchi di Lucca, rappresentano la vendemmia con il trionfo di Bacco e la raccolta delle olive sotto gli auspici di Minerva. XIX secolo - La cometa dei Buonvisi tramonta e la famiglia si estingue. Inizia un periodo di decadenza. XX secolo - La villa cade in uno stato di abbandono passando di mano in mano. Nel 1917 la tenuta fu acquistata dal conte Vincenzo Giustiniani che andò a viverci e dedicò gli ultimi trent'anni della sua vita a risollevarne le sorti. Stabilendo relazioni quotidiane di successo con le antiche famiglie di contadini locali in un sistema di mezzadria fiorente, promosse e sviluppò le coltivazioni, restaurò case e terreni agricoli, riuscendo a farne una tenuta modello. Oggi - La Tenuta di Forci è curata con amore dalla famiglia van Ogtrop, che sostiene un impegno verso l'agricoltura biodinamica. Guidata da una filosofia radicata nella sostenibilità e nel rispetto per la biodiversità, la famiglia van Ogtrop continua a dare luce alla Tenuta di Forci, tenuta dove l'integrità della terra e dei suoi prodotti è valorizzata sopra ogni altra cosa.
Prenotazioni concluse
Contatti
Sito internet: tenutadiforci.com Instagram: @tenutadiforci
























