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anno 2026
Art Bonus e Dimore Storiche | Dieci anni di impegno dell'Associazione
Care Socie e Cari Soci, L’estensione dell’Art Bonus al patrimonio culturale privato è da oltre dieci anni uno degli obiettivi che l’Associazione persegue con maggiore costanza. Quanto sta accadendo in queste settimane nella Legge di Bilancio è il frutto di quel percorso, e desidero ripercorrerlo con voi. Per la nostra Associazione questo non è un argomento nuovo, ma una battaglia di principio identitaria e storica. Tutti noi – sia i soci che da oltre dieci anni condividono questo cammino, sia chi si è unito alla nostra realtà più di recente – dobbiamo avere ben chiara una certezza, ossia, fin dal preciso istante in cui l’Art Bonus è entrato in vigore nel 2014 per i beni pubblici, l’ADSI era lì, in prima linea, per chiederne con forza l’estensione anche ai beni culturali di proprietà privata, agli immobili dei soci e alle nostre dimore storiche. Quando lo strumento fu introdotto, nel 2014, le dimore storiche private ne rimasero escluse, pur custodendo una parte essenziale del patrimonio del Paese e aprendolo ogni anno a milioni di visitatori. Già all’Assemblea dell’aprile 2016 ADSI chiese pubblicamente che l’Art Bonus fosse allargato ai beni culturali privati. Nel 2017, in occasione dei quarant’anni dell’Associazione, il Presidente emerito Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini indicò l’ampliamento alle dimore storiche vincolate come una priorità fiscale, e il Presidente Gaddo della Gherardesca lo pose tra i cardini del proprio mandato. Nel 2019 il Presidente Giacomo di Thiene, dopo l’acqua alta di Venezia, tornò a chiedere che l’Art Bonus divenisse uno strumento a beneficio di tutti i beni culturali, pubblici e privati. Dall’inizio della mia presidenza, nel 2025, questa azione è proseguita, infatti nell’aprile 2026 la nostra 49ª Assemblea dei Soci al Teatro Argentina di Roma, ha posto l’estensione dell’Art Bonus al centro della propria agenda davanti a rappresentanti del Governo e del Parlamento. Inoltre, nello stesso mese, sono intervenuta a Montecitorio alla presentazione della proposta di legge sull’ampliamento del credito d’imposta e a Trento, nel mese di maggio, durante il Festival dell’Economia abbiamo portato avanti, assieme ad altri relatori e rappresentanti, l’importanza dell’art Bonus esteso ai privati. Quattro presidenti hanno tenuto la stessa linea! In questi anni A.D.S.I. ha costruito un dialogo costante con il Ministero della Cultura, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con parlamentari di diversi schieramenti, tra cui l’on. Maurizio Lupi, primo firmatario della proposta depositata alla Camera nel 2025 e poi sottoscritta anche da Fratelli d’Italia. Questa perseveranza comincia a dare frutti. Il disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre e ora all’esame della Camera, contiene all’articolo 109 una prima apertura. Il credito d’imposta del 65% per chi dona verrebbe riconosciuto anche per le erogazioni a enti del Terzo settore, fondazioni e associazioni che conservano e gestiscono edifici, ville, parchi e giardini vincolati aperti al pubblico. Il 1 novembre il Ministro della Cultura ha presentato la misura come un rafforzamento dell’alleanza tra Stato e cittadini nella tutela del patrimonio. L’estensione dell’Art Bonus ai beni culturali privati, prevista dalla nuova Legge di Bilancio, è un passo concreto e significativo: riconosce finalmente il ruolo dei proprietari privati nella tutela, nel restauro e nella valorizzazione di un patrimonio che, pur essendo privato, rappresenta una ricchezza per tutta la collettività. Il cammino prosegue, come è sempre stato. Dietro ogni passo avanti vi è la dedizione dei Consigli direttivi, delle Sezioni regionali e di tanti Soci che hanno portato nelle sedi istituzionali i numeri, le storie e le esigenze delle dimore storiche. Vi terrò aggiornati su ogni sviluppo. Un caro saluto Maria della Pace Odescalchi
Presidente Nazionale
Associazione Dimore Storiche Italiane
























