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21-10-2013

L’intervento dei privati nella cultura. Profili economici, fiscali e amministrativi - ottobre 2013

Si è tenuta a Roma, presso la sede di Civita, la presentazione della pubblicazione: L’intervento dei privati nella cultura. Profili economici, fiscali e amministrativi.

 

La pubblicazione - realizzata grazie al contributo della Fondazione Roma ed edita da Giunti Editore – intende far luce sul rapporto fra imposizione fiscale e patrimonio culturale che, a fronte della forte contrazione di risorse destinate alla valorizzazione e al recupero dei nostri beni, necessita di essere agevolato a vantaggio dei privati, siano essi persone fisiche o aziende.

 

Il dibattito, moderato da Nicola Maccanico, Vice Presidente dell’Associazione Civita,  ha visto come primo interlocutore Gianni Letta, Presidente dell’Associazione Civita, seguito da Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Roma.

 

Il Volume è stato illustrato in maniera approfondita dai suoi curatori, Pietro Antonio Valentino, Fabio Marchetti e da Elina De Simone .

 

E’ stato sottolineato come il sistema degli incentivi fiscali alla cultura e, più genericamente, il quadro istituzionale e normativo manchi di organicità e che,  in tal senso, sia prioritaria una revisione di tutte le normative in essere con il loro coordinamento.

 

E’ stata inoltre sottolineata la necessità, evidenziata anche nel volume che, in materia di valorizzazione e tutela del bene culturale, la migliore politica fiscale da attuare vada orientata verso una rivisitazione delle forme di agevolazione (esenzione, deduzione e detrazione) già esistenti.

 

Importante per ottenere un buon riscontro anche riuscire a identificare quali siano i valori connessi all’erogazione, creando anche uno stretto rapporto fra i luoghi della cultura e il territorio.

 

E’ stato inoltre rilevato che, per i privati, non vi sia una politica di sensibilizzazione a favore del mecenatismo culturale in grado di mettere la cultura sullo stesso piano di altre scelte sociali che possono risultare più appaganti per il cittadino (erogazioni liberali a favore di Onlus, per la ricerca scientifica, ecc.); per le imprese, è stato sottolineato la mancanza sia della possibilità di un ritorno di immagine a favore dell’operatore economico che eroga i contributi, sia del coinvolgimento dell’impresa nella scelta e nella gestione dell’iniziativa culturale cui essa intende contribuire.

 

Il mecenatismo culturale appare oggi ancora inteso come una forma di contribuzione a fondo perduto, effettuata per mero spirito di liberalità.
Per questi motivi  il flusso di fondi dalle imprese alla cultura è costituito oggi quasi esclusivamente dalla sponsorizzazione culturale, che consente sia la spendibilità dell’immagine dello sponsor sia quel necessario grado di flessibilità dell’intervento, essendo consentita all’operatore economico non solo la scelta dell’iniziativa da finanziare ma anche la sua partecipazione nella gestione dell’iniziativa stessa.

 

Del resto è stato ricordato che la sponsorizzazione assicura la piena deducibilità fiscale delle risorse destinate, essendo fiscalmente equiparata ad una spesa di pubblicità. Anche tale modello, tuttavia, soffre, di alcuni svantaggi determinati, ad esempio, dal fatto che il contratto di sponsorizzazione culturale è gravato dall’IVA, esso risulta validamente utilizzabile solo per i “grandi eventi” gli unici che possono assicurare allo sponsor quel significativo ritorno di immagine che può motivare la sua contribuzione.

 

L’incontro ha visto anche l’intervento del Viceministro dell’Economia e delle Finanze Stefano Fassina e del Segretario Generale del MIBACT Antonia Pasqua Recchia.

 

 

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