Questo sito NON utilizza cookie di profilazione. Proseguendo nella navigazione si accetta l'utilizzo dei cookie eventualmente di terze parti. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'informativa estesa.

ADSI News

23-12-2020

UTOPIA - Resoconto Attività 2020

Gentili Soci,


d’intesa con il Presidente di Thiene, abbiamo ritenuto opportuno scrivere alla Vostra attenzione questa breve comunicazione di fine anno per provare a fornire una visione complessiva delle attività svolte negli ultimi mesi dall’Associazione in ambito istituzionale per la promozione e la difesa dei legittimi interessi associativi, nonché per condividere con Voi la strategia che accompagnerà il nostro agire nei prossimi mesi.

Anche se potrebbe apparire superfluo, credo che vada ricordato come la strategia di relazioni istituzionali e comunicazione, elaborata congiuntamente tra il 2019 e il 2020, sia stata resa in parte inattuabile a causa del mutato contesto politico, economico e sociale causato dalla pandemia Covid.
Tuttavia, l’eccezionalità del momento storico che stiamo ancora attraversando, ha reso ancora più evidente la poliedricità delle dimore storiche: in senso positivo, è emerso chiaramente come le stesse giochino un ruolo centrale in alcune filiere e settori economici particolarmente rilevanti per il sistema paese; in negativo, perché è risultato altresì evidente - in un momento di intensa produzione normativa, avvenuta in modo convulso da parte del legislatore - cosa significhi per i beni immobili vincolati l’assenza di un preciso quadro legislativo, univoco e unico, di riferimento.

Quest’ultimo aspetto, che costituisce forse il principale problema di fondo del settore e che tuttavia negli anni è rimasto senza soluzione, è risultato in particolare evidente in tutti i recenti provvedimenti normativi di natura economica adottati dal legislatore per far fronte alla crisi Covid. Si pensi in particolare, ma non solo, ai c.d. “Decreti Ristori” i quali basano la loro concreta efficacia risarcitoria sull’esistenza di un codice ATECO, di cui invero molte filiere legate alle dimore storiche sono sprovviste, così rimanendo escluse dai relativi benefici. Allo stesso modo, nei precedenti provvedimenti adottati per far fronte all’emergenza epidemiologica, abbiamo riscontrato la difficoltà per cui, per esemplificare, quando il legislatore rivolgeva il proprio intervento ai musei non potevano immediatamente intendersi ricomprese anche le dimore storiche che svolgono attività museale; oppure quando il legislatore ha inteso dare un ristoro economico alle aziende turistiche o ha inteso posticipare i termini fiscali degli operatori turistici, in prima battuta erano state formalmente escluse quelle dimore storiche che svolgono l’attività turistica a carattere individuale e non in forma di impresa. Tutti casi che, su impulso di ADSI, hanno richiesto un intervento normativo correttivo ex post.

Ciò, invero, conferma come il primo e più importante obiettivo di lungo periodo su cui l’Associazione deve continuare a profondere le proprie energie sia il riconoscimento legislativo della specialità e della specificità degli immobili privati sottoposti a vincolo, attraverso una revisione organica delle norme di riferimento; vi è la necessità di un corpus normativo organico, non disseminato nei rivoli di decine di provvedimenti, che tenga conto della peculiarità dei beni in oggetto e della loro funzione culturale, sociale ed economica.

Questo macro-obiettivo preliminare è stato chiaramente identificato nel “Manifesto per la Tutela dei Beni Culturali Privati - Proposte per il riconoscimento della specificità degli immobili sottoposti a vincolo”, documento redatto da ADSI e UTOPIA, nella sua versione definitiva, a poche settimane dal sorgere della pandemia, nel quale viene chiaramente individuato un percorso di modifiche normative nei macro-settori di riferimento: fiscalità, semplificazione amministrativa e turismo. 

Auspicando dunque che la fase acuta della pandemia possa considerarsi superata, e tenendo sempre in considerazione l’importanza di seguire i provvedimenti normativi che Parlamento e Governo continueranno ad adottare in modo estemporaneo in ragione dell’imprevedibile evoluzione del quadro economico – sanitario, ritengo che il riconoscimento della specificità degli immobili sottoposti a vincolo sia il principale obiettivo verso il quale orientare la rotta di navigazione associativa dei prossimi mesi. 

Accanto a ciò, ritengo che si debba continuare nell’intensa battaglia – che ci ha portato finanche a chiedere l’intervento del Presidente della Repubblica per i profili di illegittimità costituzionale – contro quella linea politica che ha alla base degli stolti blocchi ideologici, avversi alla realtà degli immobili vincolati privati, e che ha determinato l’immotivata esclusione delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 da taluni benefici fiscali riconosciuti alla generalità degli altri immobili.
Su questo fronte le energie profuse sono state consistenti e hanno portato ad alcuni significativi risultati, non da ultimo il pieno supporto da parte del Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il quale ha pubblicamente dichiarato che “le dimore storiche sono parte dell’identità italiana e che è doveroso superare le distinzioni tra patrimonio culturale pubblico e privato, che insieme costituiscono la nostra identità e contribuiscono all’attrattività del paese”.

Le parole del Ministro Franceschini sono tuttavia solo una delle espressioni, per quanto forse la più importante, dell’intenso lavoro che ADSI ha svolto in ambito istituzionale in questo ultimo anno: gli incontri e le occasioni di ingaggio con gli esponenti del Governo e del Parlamento sono state svariate decine, quasi un centinaio. A questi si devono poi aggiungere gli incontri con altre realtà associative con cui si condividono alcuni obiettivi e con le quali è stato quindi opportuno costruire una rete comune di interessi; fra tutte mi limito a ricordare Confartigianato e ANCE. Tutti piccoli pezzi di un puzzle molto complesso e difficile da comporre, in particolare in questo momento storico, che necessita di attenzione, pazienza, tempo e lavoro costante.
Si tratta di un lavoro che sta contribuendo - insieme agli altri progetti che l’Associazione realizza e congiuntamente alla costante attività di comunicazione sui media e sui social network - alla costruzione di un’immagine positiva degli immobili privati vincolati, simbolo di bellezza, di tradizione, di storia, di cultura ma anche di filiere economiche integrate.

Forti dei risultati di questo lavoro preliminare, in occasione della recente sessione di bilancio (tutt’oggi in corso) abbiamo avviato una campagna di advocacy per chiedere al Parlamento l’approvazione dell’ormai tanto discussa norma per estendere dal 19% al 100% il credito di imposta per le spese sostenute dai proprietari per la manutenzione, la protezione o il restauro dei beni vincolati.

La proposta, seppur ampiamente condivisa sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, una volta presentata alla Camera dei Deputati non ha superato il vaglio di ammissibilità in ragione dell’indeterminatezza della quantificazione delle relative coperture economiche: si tratta infatti di una norma con effetti finanziari indefiniti sul bilancio dello Stato, secondo alcune fonti quantificabili anche nello spropositato valore di 2 miliardi di euro.

Questa esperienza ci ha tuttavia indotto recentemente ad approfondire ulteriormente il tema sotto il profilo giuridico – economico e a trovare una nuova soluzione, sulla quale stiamo già lavorando e sulla quale orienteremo il nostro agire nei prossimi mesi.

La nuova proposta – già condivisa in via preliminare proprio in questi giorni con il Ministro Franceschini - prevede l’istituzione presso il MIBACT di un nuovo e specifico Fondo, non sostitutivo rispetto agli altri già esistenti (ad es. quello per il finanziamento cd. in conto capitale o in conto interessi), finalizzato specificatamente alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare privato soggetto a vincolo. 

La nuova proposta normativa consentirebbe di fatto di superare il problema della quantificazione delle coperture finanziarie, ma attraverso l’istituzione del Fondo con una dotazione annuale specifica, verrebbe comunque concesso un contributo in forma di credito di imposta per il restauro e per gli altri interventi conservativi su beni immobili privati sottoposti a vincolo, così contribuendo concretamente alla realizzazione di un’efficace tutela del patrimonio culturale, nel rispetto di quanto previsto dalla nostra Carta costituzionale. 

In una delle numerose lettere istituzionali che ho contribuito a scrivere in quest’ultimo anno a tutela degli interessi di ADSI ho usato la similitudine della goccia che scava la pietra.
Gutta cavat lapidem, questo è quello che sento che stiamo facendo in modo costante al fianco dell’Associazione, e sono certo che tutto ciò produrrà importanti e visibili risultati.

Devo ringraziare il Presidente di Thiene per il suo infaticabile lavoro e la sua pazienza a sopportare le più inspiegabili dinamiche della politica; il Consiglio Nazionale e la Giunta Esecutiva per la fiducia e per aver messo a disposizione del nostro gruppo di lavoro i contatti istituzionali personali e la loro esperienza; gli uffici dell’Associazione per il supporto quotidiano. 
Auguro a ognuno di Voi un felice Natale con i Vostri cari.

Con la più viva cordialità,

Avv. Giampiero Zurlo
Presidente e AD
UTOPIA