Questo sito NON utilizza cookie di profilazione. Proseguendo nella navigazione si accetta l'utilizzo dei cookie eventualmente di terze parti. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'informativa estesa.

ADSI News

06-05-2020
A.D.S.I. Messaggio del Presidente Nazionale

Carissimi Soci,

siamo ormai giunti alla nostra terza newsletter comprensiva di tutte le notizie a livello nazionale e regionale. E’ certamente motivo di orgoglio essere riusciti – nonostante la drammatica emergenza che ha coinvolto il Paese - a proseguire nel nostro operato, seppur consapevoli della gravità della situazione che sta avendo impatti drammatici innanzitutto sulla popolazione, ma che, di certo, non ha risparmiato gli immobili storici. 

Assieme al Consiglio Nazionale, ci siamo subito attivati – e si sta quotidianamente proseguendo questo percorso - attraverso istanze mirate e studi specifici, per sottolineare quanto i settori nei quali tutti noi operiamo siano stati severamente danneggiati e per sensibilizzare le istituzioni e la società civile sull’importanza dei beni culturali a prescindere dall’uso che se ne fa.

Grazie a tutti coloro che ci hanno fatto pervenire un riscontro al questionario inviato lo scorso mese di marzo ed inerente le disdette/cancellazioni ricevute o, più in generale, sulle problematiche che state riscontrando nello svolgimento delle vostre attività, oggi siamo in grado di fornire un primo dato importante, emerso dallo studio fatto dalla Fondazione Bruno Visentini - che coinvolge anche gli studenti del corso magistrale LUISS Cantieri d’Europa – che ha stimato l’impatto economico dell’emergenza sui beni immobili culturali privati e sottolineato il potenziale inespresso per la ripartenza.

Nel dettaglio, considerando le 9.385 dimore storiche che attualmente operano in una o più filiere produttive (il 64% delle 14.725 unità registrate, tra ville, castelli, forte, rocca, torri e palazzi, sul portale Vincoli in Rete del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo) la Fondazione B.V., ha stimato in oltre 1,8 miliardi di euro le previsioni di minori ricavi di queste realtà per il 2020, con 30mila posti di lavoro a rischio e tra i 25 e i 30 milioni di visitatori in meno, una perdita, con evidenti ripercussioni sull’indotto dei territorisuperiore al 50% dei 45 milioni di persone che annualmente visitano le dimore storiche per un fatturato annuale di 272,5 milioni di euro. Un numero, questo, pari a quello dei musei pubblici (che sviluppano poco più di 49 milioni di visitatori attraverso una rete di musei costituita da 2.489 unità che fatturano 294,2 milioni di euro) e che ci consente di affermare, su base scientifica, che rappresentiamo non solo il più grande museo diffuso d’Italia, ma anche un’alternativa al sistema museale con un grande potenziale ancora inespresso. 

Questo dato - fondamentale per affermare il ruolo centrale che le dimore storiche, aperte o chiuse al pubblico che siano, possono svolgere per supportare la ripartenza dal punto di vista culturale, sociale ed economico - assume ancora maggior significato se si ricorda che Ville, castelli, rocche e palazzi si trovano, nel 53,7% dei casi, in comuni con meno di 20.000 e, in particolare, nel 29% dei casi esse sono nei preziosi borghi italiani sotto i 5.000 abitanti. Proprio quelle zone che potrebbero soffrire maggiormente degli effetti dell’emergenza e faticare nella ripresa.

Alla luce di quanto emerso, faremo di tutto, confrontandoci con i nostri partner e con le istituzioni, perché possano essere assicurate le necessarie misure volte a limitare questi rischi. Se consideriamo che, stando prudenti, ogni euro investito nelle dimore storiche ha una ripercussione almeno doppia sui benefici per l’economia dei luoghi nei quali sorgono, dobbiamo solo augurarci che il Governo centrale e quelli regionali, il MiBACT e gli stessi comuni, comprendano l’importanza di valutare questi immobili davvero come il perno per la ricostruzione che ci aspetta.

Ammirevoli sono le iniziative di alcuni di voi che, in questo momento così difficile, testimoniano il costante impegno delle dimore storiche per la promozione della storia e dell’identità culturale del nostro Paese condividendo il tutto sui canali social, mantenendo così viva l’attenzione.

Come già anticipato, i nostri più significativi appuntamenti annuali che si tengono di consuetudine in questi mesi, sono stati posticipati al prossimo autunno, mentre sono in corso e vi ricordo nuovamente, i nostri recenti accordi avviati con ACI Storico ed il portale Italy For Movies – sempre finalizzati alla promozione fruizione delle dimore storiche – di cui troverete tutti i dettagli ai link di seguito indicati:

https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/25624-news-accordo_adsi_aci_storico

Con la speranza che la nostra prossima newsletter - prevista per fine maggio, possa essere condivisa in un clima più sereno e di rinnovato ottimismo, vi invio i miei più cordiali saluti. 

Il Presidente Nazionale

Giacomo di Thiene