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09-04-2020
Auguri di Pasqua 2020
Cari Amici,

la Pasqua è ormai alle porte.

Come di consuetudine, desidero farvi giungere il mio saluto. Tuttavia non posso tralasciare qualche parola sul senso di frustrazione che ci avviluppa in questo penoso frangente.

Certo, dall’uomo del terzo millennio ci si sarebbe aspettato molto di più. E invece… isolamento, separazione, quarantena, pratiche già note ai nostri più antichi progenitori. L’abisso temporale frapposto tra la nostra drammatica esperienza e quei tempi lontani - d’un tratto – scompare, anni di evoluzione sembrano inghiottiti nel nulla. Siamo di nuovo al medioevo: ignudi, inermi, sperduti, disorientati, perplessi e, per di più, privi di ogni riferimento al trascendente valido per comprendere, di questa vicenda, quanto a tutt’oggi sfuma nell’ignoto.

Quale dunque il mio augurio? Innanzitutto riuscire a perseverare, finché necessario, nell’isolamento, unico rimedio, allo stato, idoneo a contenere il contagio con una partecipazione in negativo, un non fare, un astenersi. Saremo invece chiamati più tardi a dare un contributo attivo onde far ripartire la “ricostruzione” e con essa uno dei principali motori della nostra economia, il turismo. Il nostro paese, infatti, è tra i più visitati al mondo e le dimore storiche presentano indubbiamente vocazione turistica e producono economia.

Ci sarà molto da lavorare non solo per ottenere eventuali misure di sostegno ma soprattutto per orientare l’offerta verso un nuovo turismo, prevalentemente culturale, veramente sostenibile ed alternativo. Occorre ricordare che la riconoscibilità di una città, ovvero la sua identità tanto apprezzata dal turista informato, è direttamente collegata alla conservazione delle dimore storiche. Bisognerà convincere le Istituzioni e l’opinione pubblica che difendere questo straordinario patrimonio dall’abbandono e dall’indifferenza valorizzandolo significa custodire un formidabile attrattore turistico fondato sulla bellezza di un paesaggio indissolubilmente intrecciato con l’opera dell’uomo.

A tutti buona Pasqua e…. buon lavoro in un siffatto impegno.
E’ un augurio discreto, sottovoce, come si conviene al momento, anzi più che un augurio è un’esortazione a resistere per agire a tempo debito.

Vi abbraccio
Piero con tutto il Comitato Direttivo unito