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02-03-2014

Le dimore storiche e l'offerta turistica di Expo 2015

Il conto alla rovescia per Expo 2015 è iniziato.

 

La grandiosa macchina organizzativa è a lavoro da mesi. L'Esposizione Universale si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 e per quella data ogni dettaglio dovrà essere curato alla perfezione.

 

Nutrire il Pianeta, Energia per la vita è il tema di questa edizione che propone di affrontare il problema della nutrizione per l'Uomo, nel rispetto della Terra sulla quale vive e dalla quale attinge le sue risorse vitali ma esauribili.

 

Expo è anche un momento di crescita, di sviluppo e di valorizzazione del Paese ospitante.

 

L'Italia, accreditata spesso del 60% dei beni culturali mondiali, non può non puntare sulla ampia offerta culturale che detiene.

 

In merito a questo punto il consocio Piero Moroni ha scritto, il 26 febbraio 2014, una lettera al "Corriere della Sera", palesando i suoi dubbi circa l'offerta turistica proposta ai visitatori.

 

A seguito la lettera del consocio:

 

"Gentile Bossi Fedrigotti, sono il proprietario di una dimora storica in Lombardia che vorrebbe offrire i propri servizi ai turisti dell’Expo. Pensavo di proporre la realizzazione di eventi con servizio di ristorazione e la visita guidata alla mia casa che ha una lunga storia. Ho partecipato alla presentazione della Direzione Generale di Explora, società voluta dalla Regione a capo della quale è stato inserito uno spagnolo, «guru» del turismo. Passi per lo spagnolo, visto che siamo ormai in un mercato globale e quindi cerchiamo il meglio (desumo quindi che nessun italiano avesse queste competenze), ma con mio grande disappunto, ascoltandolo e poi leggendo il modulo inviatomi per l’adesione alla sua piattaforma internet, quale potenziale partner nell’offerta di servizi ai futuri visitatori dell’Expo, ho realizzato che non era previsto alcun servizio specifico in campo culturale. Anzi il direttore generale nella sua presentazione ha minimizzato l’importanza dell’offerta del turismo culturale in quanto secondo lui, relegata a percentuali di turismo quasi inesistenti. Sarà vero? Ma comunque non sarebbe meglio cambiare questo approccio, visto che nonostante l’indifferenza dei politici, cultura, arte, monumenti e città storiche, secondo me, restano ancora l’unico vero potenziale di attrazione del turismo in Italia? Altrimenti cosa ci verrebbero a fare i milioni di turisti che continuano tutti gli anni a visitare il nostro patrimonio artistico. O forse pensiamo che abbia ragione il direttore generale a dire che per l’Expo vorranno sul serio andare tutti in bicicletta tra i canali, fare trekking e il tour delle cantine? C’è qualcuno che pensa a queste cose in Regione? Qualcuno ha visto cosa vuol dire l’offerta culturale dei palazzi inglesi? Oppure quella della regione della Loira per i suoi castelli? Cosa dobbiamo fare e a chi dobbiamo rivolgerci noi gestori privati del ormai inutile e costoso patrimonio culturale?
Piero Moroni 

 

Spero molto che questa lettera attiri l’attenzione di qualcuno della macchina organizzativa di Expo perché la lacuna che lei segnala non pare di poco conto e le mie ricerche in proposito non hanno dato frutti migliori delle sue. Comunque, leggendo il suo scritto, è tornata la domanda di fondo che molti si pongono fin dal principio a proposito di Expo: davvero gli stranieri verranno per vedere vie d’acqua e orti e non, anche, chissà soprattutto, palazzi, musei, chiese, abbazie e capolavori del design di tutti i tempi per i quali siamo conosciuti nel mondo? Difficile crederlo."

 

Qui la risposta di Josep Ejarque - Direttore Generale Explora S.C.p.A., società incaricata di promuovere la destinazione Lombardia in Italia e all’estero in vista di Expo 2015 e oltre.