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03-03-2014

Tutte le strade portano a Roma ... e qui si perdono

Prima o poi i conti con Roma toccano a tutti: a chi ci è nato, a chi ci si è trasferito, a chi ha sempre cercato di evitarla.

 

Se questa notte ha vinto l’Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino che raffigura una Roma caotica e segreta fatta di disillusione, bassezze e mediocrità di questi anni, c’è chi come lui, Raffaele La Capria, che l’ha scelta come sua seconda patria e la racconta attraverso le sue contraddizioni.

 

La Roma da lui narrata è intessuta di burocrazia e inefficienza che la rendono piena di difetti e “malata” poiché all’interno vi abitano persone che fingono di fare delle cose che poi non fanno, dice infatti attraverso le pagine del Corriere della Sera: […] “Roma è stata la possibilità di realizzarmi ed è stata al centro della rivoluzione culturale italiana. È una città che non ti chiede niente, puoi fare quello che vuoi e questo ti dà grande libertà. Non è come Napoli che ti fa sempre domande. Roma ti lascia come uno che sta in albergo […]  - […]Oggi non si valutano più le persone per quello che meritano. Sembra sempre che tutti vadano in soccorso a chi ha già successo […]  - […] Non c’è’ mai qualcuno che si azzarda a scoprire delle persone per lanciarle, farle venire fuori. C’è  tutta una parte della cultura che viene completamente ignorata” […].

 

L’autore, pur rendendosi conto che attorno al centro della città vi è una periferia sconvolta, un traffico caotico e tante cose che non funzionano, azzarda una “proposta modesta” per viverla meglio, che non si appoggi su idee minime come tenere in ordine le strade, ma che parta da qualcosa di più grande, cioè l’amore per la propria città, e chiosa : […] ”Se uno capisce qual è la vera bellezza di Roma, tante cose le metterebbe in atto, ci vuole un punto di vista estetico che viene sempre trascurato […] -  […] Creare un nuovo corpo dei vigili urbani da scegliere per concorso tra gli studenti laureati in storia dell’arte, architettura e materie affini. Sarebbe un modo di dare lavoro, e uno stipendio, a giovani amanti del bello e dotati di senso estetico. A ciascuno di loro dovrebbe essere dato in custodia, con pieni poteri, un monumento, una piazza, un luogo da salvaguardare. Giovani che capiscono quanto sono belle Piazza del Popolo o Piazza Navona e le difendano come una cosa propria. Oggi Roma spesso viene sfigurata. Completamente negletta dagli abitanti. È una città piena di graffiti ed è uno scempio vedere le mura di Roma ferite da questi tatuaggi orrendi. Multe, multe da orbi dovrebbe infliggere il nostro superattivo indignatissimo studente-custode!” [...].

 

Che dire… speriamo prevalga “il senso del bello”!!!!